
Diario febbraio 2026: L’amore non ha bisogno di parlare la stessa lingua
E nel movimento costante tra partenze e ritorni comprendo che non è lo spostamento a definirmi, ma la capacità di abitare entrambe le rive.
Non sono divisa tra due terre: sono ponte.
Torino che mi insegna il silenzio, l’Egitto che mi ricorda il rumore della vita.
La nebbia che avvolge e protegge, il sole che espone e scalda.
Le valigie non sono solo peso: sono misura.

Misura di ciò che scelgo di portare con me e di ciò che imparo a lasciare andare.
Ogni volta alleggerisco qualcosa, ogni volta aggiungo uno strato nuovo alla mia identità.
E forse il silenzio di oggi non è assenza di domande,
ma fiducia che le risposte maturano nel tempo,
come il cielo che non forza la nebbia a dissolversi —
attende.
E mentre il bus corre verso Malpensa, non sto andando via.
Sto semplicemente tornando a un’altra parte di me.

Riflessione di un mattino….
Ognuno di noi costruisce, durante la propria vita, in base alle proprie abilità e attitudini.
Costruiamo nel materiale ciò che siamo dentro, diamo forma, attraverso le nostre azioni, a ciò che abbiamo nel cuore. Io sto costruendo per i miei bambini un ponte invisibile, le cui fondamenta sono l’amore.
Come tutte le costruzioni, sono necessari il tempo e la determinazione per completare il progetto, nonostante gli imprevisti e le difficoltà.
Ma il progetto rimane lì: sta a noi metterci l’intelligenza e la capacità di continuare, nonostante le avversità, che altro non sono se non uno spunto per capire quanto siamo davvero motivati ad andare avanti.

E poi arrivi.. e trovi il comitato delle grandi occasioni ❤️

L’amore non ha bisogno di parlare la stessa lingua, né di appartenere alla stessa cultura. L’amore nasce dallo stesso cuore.

Recuperi scolastici ♥️




Lasciate che siamo i fatti a raccontare di voi❤️

Mentre il mondo cerca nuovi equilibri… noi al Cairo stiamo tutti bene.

Il momento di ripartire è arrivato!
Per ritornare quanto prima.
Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio… Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato.
Haruki Murakami


